La Vita nuova è stata la prima opera di Dante Alighieri, un lavoro giovanile steso tra il 1292 e il 1293 che si compone di 35 poesie e 42 brani in prosa. Rappresenta quella parte del memoriale di Dante che segna l'inizio di un genere letterario: quello che espone la storia personale dell'autore e la raccontata in lingua volgare e senza l'intermediazione di un protagonista o di un narratore fittizio. Il titolo sta a significare la vita “rinnovata”, illuminata dall'amore.

Non c'è mai alcun rapporto né dialogo tra loro. Unico scambio è «il saluto dolcissimo» che Beatrice invia a Dante quand'egli ha 18 anni e che gli provoca la visione dei «confini della beatitudine». In seguito a questo incontro Dante fa un sogno misterioso, descritto nei colori di un surrealismo.Deciso a nascondere il vero obiettivo del suo amore ai componenti della sua compagnia, Dante fa loro credere di di essere innamorato, in successione, di due fanciulle diverse, fino al giorno in cui Beatrice, ingannata lei stessa da questo imbroglio, gli rifiuta il saluto. Addolorato per la perdita di quell'unico gesto d'intimità, Dante decide di dedicarsi alla lode della gentilissima e inaugura con la prima canzone inclusa nella Vita nuova quel «dolce stil novo» ch'egli rivendicherà come punto di partenza della poesia lirica che distinguerà tutta la sua generazione. Rinuncia a conquistare la sua dama e apprende a considerare la passione che prova per lei come fine a se stessa. La sua poesia si consacra esclusivamente alla lode dell'essere amato.
La Vita nuova è quindi la prima composizione autobiografica moderna a operare un'astrazione dagli avvenimenti e dal pittoresco dell'azione per fornire semplicemente la storia esemplare di un amore: quello per Beatrice visto negli effetti provocati sulla coscienza di Dante.
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